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Un altro calcio (giovanile) è possibile?

Pronti via!!!!!!!!! Riprendono le attività del calcio giovanile locale e, presi come siamo a compilare moduli e allegati, a scaricare file, a dialogare on line con le varie segreterie federali, a lottare contro il tempo nel terrore di non rispettare le diverse scadenze burocratiche, ci dimentichiamo dei problemi di questo calcio dilettantistico che a forza di scimmiottare il mondo dei professionisti rischia di esaurirsi per autodistruzione…

Ma i problemi esistono eccome, e come negli anni passati si ripropongono inevitabilmente:
La normativa federale diventa sempre più una sorpresa ad attività già iniziata o quasi; il coinvolgimento della base nella discussione preventiva è assolutamente inesistente e le società sono semplicemente chiamate a prendere atto di quanto già stabilito. Lo scollamento  che esiste di fatto fra la  base e i vertici federali, non può essere affrontato attivando o minacciando  un iter sanzionatorio, ma iniziando un percorso di ascolto e di dialogo con chi continuamente vive sulla propria pelle i problemi e le difficoltà del quotidiano; fra questi non ultimo quello relativo ai costi ed al reperimento delle risorse necessarie alla loro copertura; non possiamo pretendere sempre maggiore professionalità e sempre maggiore organizzazione/efficienza dalle società se non le supportiamo in termini economico/finanziari e/o in termini di assistenza gestionale. Non è eticamente accettabile che lo “spettacolo calcio” arricchisca Agenti, Procuratori, Intermediari, Consulenti, Managers, Divi e Primedonne e non trovi mai la volontà politica per destinare risorse a sostegno del calcio di base;

Mancano i campi da calcio; non c’è dialogo fra Ente pubblico e Organi Federali e manca quindi un disegno progettuale a breve/medio termine che tenga conto di dati oggettivi quali numero società sul territorio, numero  squadre/campionati e loro modalità di svolgimento; manca anche un minimo di programmazione relativamente agli interventi di manutenzione da effettuare sull’esistente per consentirne un utilizzo ottimale; manca in buona sostanza l’effettivo riconoscimento della valenza sociale delle società che fanno calcio giovanile;

Esiste poi un problema di cultura/educazione sportiva in mancanza della quale ci ritroveremo anche quest’anno a stupirci, ad indignarci, a stigmatizzare, a precisare e poi sminuire, a fare il solto scaricabarile di colpe/responsabilità quando succederanno (perché è chiaro che succederanno ancora) le solite scene di follia collettiva intorno a dei ragazzini che “giocano a pallone”; proviamo allora, tutti insieme noi che amiamo questo gioco, a fermarci un attimo e a riflettere su quali sono i percorsi da ipotizzare per ridare credibilità  e valore al calcio giovanile, e nuovi stimoli a quelle  persone che nonostante tutto hanno ancora la forza di “andare avanti”.
Facciamo quindi in modo che sia veramente un “BUON CALCIO PER TUTTI” !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!